Dove si può viaggiare? Ottobre 2021 e Coronavirus

L’articolo è aggiornato sulla base delle raccomandazioni del Ministero degli Esteri e delle misure in vigore nei Paesi menzionati.

Viaggiare non è più un sogno! La Farnesina ha dato il via libera agli spostamenti anche per motivi turistici, previa però un’attenta osservazione alle restrizioni imposte sia in fase di partenza che in fase di rientro. La crisi sanitaria purtroppo non è ancora finita e la situazione legata al Covid-19 è diversa in ogni Paese: per questo è indispensabile rimanere sempre aggiornati sulle modalità di viaggio, per poter gestire al meglio i nostri spostamenti.
 

Dove si può viaggiare? Primo passo: qual è la vostra meta?

La Farnesina ha definito le categorie che raggruppano i Paesi in base a vari criteri: il livello di rischio sanitario, i motivi di viaggio autorizzati e le norme imposte al rientro in Italia. 

Sembrava così lontana… ma finalmente l’estate è arrivata! Se da sempre il sole caldo della bella stagione ci fa venire voglia di ripartire, quest’anno come non mai il desiderio di ricominciare a viaggiare diventa un vero e proprio bisogno, visti i mesi difficili che abbiamo vissuto. Per farlo in tutta sicurezza è necessario però seguire tutte le disposizioni ufficiali e tenersi sempre aggiornati sulla situazione sanitaria dei Paesi in cui ci spostiamo.  
 

Coronavirus: si può riprendere a viaggiare? Cosa dicono le autorità? Tutte le indicazioni paese per paese

  • Gruppo A. Nessuna particolare restrizione di viaggio. Fanno parte di questo gruppo solo la Città del Vaticano e San Marino.
     
  • Gruppo B. Nessuna particolare restrizione di viaggo. Basso rischio sanitario, ma per ora nessun Paese rientra in questo gruppo.
     
  • Gruppo C. Viaggi consentiti senza particolari limitazioni, sia in entrata che in uscita (direttamente da questi Paesi), verificando però sempre le restrizioni imposte dalle singole Nazioni, riportate di seguito: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca (incluse isole Faer Oer e Groenlandia), Estonia, Finlandia, Francia (inclusi Guadalupa, Martinica, Guyana, Riunione, Mayotte ed esclusi altri territori situati al di fuori del continente europeo),Germania, Grecia, Irlanda, Israele, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi (esclusi territori situati al di fuori del continente europeo), Polonia, Portogallo (incluse Azzorre e Madeira), Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna (inclusi territori nel continente africano), Svezia, Ungheria, Islanda, Norvegia, Liechtenstein, Svizzera, Andorra, Principato di Monaco.
    Al momento di rientrare in Italia dopo aver soggiornato nelle due settimane precedenti nei Paesi di cui sopra, vi sarà richiesto di compilare il Passenger Locator form (PLF https://euplf.eu/it/eudplf-it/index.html). È in ogni caso necessario essere muniti di Certificazione Verde Covid-19 (in versione italiana, inglese, francese o spagnola) o equipollente, attestante una delle seguenti situazioni: aver completato, da almeno 14 giorni, l’intero ciclo vaccinale anti-Sars-CoV-2 previsto; essere guariti dal Covid-19 (la durata della certificazione che conferma l’avvenuta guarigione dal suddetto, in questo caso, è di 180 giorni a partire dal primo tampone positivo); l’aver effettuato un tampone, molecolare o antigenico, con risultato negativo, nelle 48 ore precedenti al rientro. Nel caso in cui non vengano presentati tali documenti, sono previste altre tipologie di provvedimenti. Per le ulteriori eccezioni, vi consigliamo di consultare il sito https://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioContenutiNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&id=5411&area=nuovoCoronavirus&menu=vuoto&tab=3.
     
  • Gruppo D. Viaggi consentiti senza particolari limitazioni, sia in entrata che in uscita, verificando però sempre le restrizioni imposte dalle regioni e dai singoli Paesi, di cui si fornisce un elenco di seguito: Albania, Arabia Saudita, Armenia, Australia, Azerbaigian, Bosnia ed Erzegovina, Brunei, Canada, Emirati Arabi Uniti, Giappone, Giordania, Libano, Kosovo, Moldavia, Montenegro, Nuova Zelanda, Qatar, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord (compresi Gibilterra, Isola di Man, Isole del Canale e basi britanniche nell’isola di Cipro ed esclusi i territori non appartenenti al continente Europeo), Repubblica di Korea, Repubblica di Macedonia del Nord, Serbia, Singapore, Stati Uniti d’America, Ucraina, Taiwan, Regioni amministrative speciali di Hong Kong e di Macao. Al momento di rientrare in Italia dopo aver soggiornato nelle due settimane precedenti nei Paesi di cui sopra, vi sarà richiesto di compilare il PLF, di essere muniti di Certificazione Verde Covid-19 o equipollente, attestante l’avvenuta vaccinazione anti-Sars-CoV-2 (con ciclo vaccinale completo) da almeno 14 giorni, di aver effettuato un tampone, molecolare o antigenico, con risultato negativo, nelle 72 ore precedenti al rientro (nel caso di transito nel Regno Unito, Irlanda del Nord e isole, le ore vengono ridotte a 48). Qualora non vengano esibiti tutti i documenti richiesti, sono previste altre tipologie di provvedimenti. Per ulteriori dettagli si consulti il sito https://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioContenutiNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&id=5411&area=nuovoCoronavirus&menu=vuoto&tab=4. Ai viaggiatori che provengono da Canada, Giappone e Stati Uniti è richiesto, oltre al possesso del PLF e della Certificazione Verde Covid-19 (attestante l’avvenuta vaccinazione anti-Sars-CoV-2, con ciclo vaccinale completo, da almeno 14 giorni, o la guarigione dal Covid-19), di sottoporsi al tampone, molecolare o antigenico, con risultato negativo nelle 72 ore precedenti al rientro. Nel caso in cui non vengano esibiti tutti i documenti richiesti, sono previste altre tipologie di provvedimenti. 
     
  • Gruppo E. Costituito da tutti gli altri Paesi del mondo, verso i quali è consentito andare solo per ragioni specifiche e urgenti (tra le quali studio, lavoro, rimpatrio, motivi di salute). Alcune zone sono state individuate all’interno di un progetto denominato “Corridoi turistici Covid-free”, per le cui normative si raccomanda di consultare i siti dedicati. Ai cittadini italiani/UE/Schengen e ad altre categorie di viaggiatori vengono riservate delle eccezioni relativamente al rientro in Italia; altrimenti, vigono analoghe restrizioni previste per lo spostamento verso i Paesi del Gruppo E. A tutti coloro che, nelle due settimane precedenti al proprio rientro in Italia, si sono recati in uno di questi Paesi, è richiesto, oltre al PLF, di sottoporsi al tampone, molecolare o antigenico, con risultato negativo, nelle 72 ore precedenti al rientro, nonché l’isolamento fiduciario con sorveglianza sanitaria per 10 giorni, seguiti da un ulteriore tampone. L’ingresso deve essere segnalato all’Azienda sanitaria di competenza ed il rientro dall’aeroporto a casa realizzato tramite l’uso di un mezzo privato per spostarsi. 
     
  • Gruppo speciale: sono Paesi che rientrano in una categoria continuamente aggiornata, Paesi con una situazione sanitaria considerata così grave da provocare il divieto quasi totale di viaggi da e per l’Italia. In questo gruppo troviamo attualmente il Brasile, l’India, il Bangladesh e il Sri Lanka. L’ingresso in Italia per i viaggiatori che nei 14 giorni precedenti al rientro previsto si sono recati in Brasile è generalmente vietato e consentito, laddove previsto, esclusivamente se non si presentano sintomi riconducibili al virus. Si può rientrare unicamente per motivi di studio, legati alla residenza anagrafica del viaggiatore (che risulti antecedente alla data del 13 febbraio 2021) e di alcuni familiari, o per comprovate necessità (in quest’ultimo caso previa autorizzazione del Ministero della Salute). Rimane necessario, per l’ingresso in Italia, oltre al possesso del PLF, l’obbligo di sottoporsi al tampone, molecolare o antigenico, con risultato negativo, nelle 72 ore precedenti al rientro (ripetuto nuovamente all’arrivo in aeroporto o da effettuarsi presso l’azienda sanitaria del territorio per viaggi che prevedono arrivi in zone portuali o di confine nelle 48 ore precedenti), nonché l’isolamento fiduciario con sorveglianza sanitaria per 10 giorni, seguiti da un ulteriore tampone. Il rientro dall’aeroporto a casa deve essere realizzato tramite l’uso di un mezzo privato per spostarsi e segnalato al Dipartimento dell’Azienda sanitaria di competenza.

    L’ingresso in Italia per i viaggiatori che nei 14 giorni precedenti al rientro previsto si sono recati in India, Bangladesh e Sri Lanka è generalmente vietato e consentito, laddove previsto, esclusivamente se non si presentano sintomi riconducibili al virus e ai cittadini italiani iscritti all’AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero), per motivi di studio, di residenza anagrafica del viaggiatore (che risulti antecedente alla data del 28 agosto 2021) o dei familiari, o per comprovate necessità (in quest’ultimo caso previa autorizzazione del Ministero della Salute, necessaria anche per il rientro di alcune figure professionali quali funzionari, forze dell’ordine, diplomatici ed altre). Rimane necessario, per l’ingresso in Italia, oltre che il possesso del PLF, l’obbligo di sottoporsi al tampone, molecolare o antigenico, con risultato negativo nelle 72 ore precedenti al rientro (ripetuto nuovamente all’arrivo in aeroporto o da effettuarsi presso l’azienda sanitaria del territorio per viaggi che prevedono arrivi in zone portuali o di confine nelle 48 ore precedenti), nonché l’isolamento fiduciario con sorveglianza sanitaria per 10 giorni, seguiti da un ulteriore tampone. 

Categorie speciali di viaggiatori, cittadini frontalieri, motivazioni di viaggio straordinarie e improrogabili, transiti di breve durata sul territorio: le eccezioni sono numerose ed è necessario informarsi scupolosamente sulle istruzioni del Ministero degli Affari Esteri prima di mettersi in viaggio.

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“Certificazione verde Covid” e “Digital Green Certificate”: come tornare a viaggiare in tranquillità!

 

A partire dal 1° luglio 2021, attraverso la “Certificazione verde Covid 19” e il “Digital Green Certificate” europeo, hai finalmente la possibilità di spostarti tra le regioni italiane e in tutta Europa anche per motivi che non siano di stringente necessità. La libertà di tornare a viaggiare è impagabile e, in questo caso, in pochi passi è possibile ottenere un “lasciapassare” anche per partecipare a feste e cerimonie anche al chiuso e viaggiare in Europa anche per motivi di piacere!


Le modalità per ottenere la Certificazione verde sono disponibili al sito dcg.gov.it. Tali certificazioni servono ad attestare lo stato della vaccinazione (con il numero di dosi ricevute e da ricevere), la guarigione avventuta nei sei mesi precendenti, oppure il risultato negativo di un tampone (molecolare o antigenico) effettuato nelle 48 ore antecedenti. 

 

Dove si può viaggiare per turismo? Ecco tutto quello che c’è da sapere Paese per Paese…


Abbiamo tutti tanta voglia di goderci un po' di relax, soprattutto dopo i mesi di crisi che abbiamo vissuto… Dove ti piacerebbe andare? Ecco di seguito alcuni suggerimenti, insieme a semplici raccomandazioni che riguardano l’emergenza sanitaria e che ti aiuteranno a non trovarti impreparato all’arrivo in aeroporto e ai controlli!   


Partiamo dalla Grecia, meta da sempre ambitissima per le sue acque cristalline e per le bellezze culturali del suo entroterra. Per entrare in Grecia dovrai semplicemente completare il PLF. Dopo la compilazione, ti sarà inviato un QR code, che presenterai agli enti preposti (vettori aerei, compagnie di navigazione all’imbarco, Autorità greche), insieme a uno tra i seguenti certificati:

Ricorda che è sempre necessario essere in possesso della Certificazione Digitale Covid-UE (o equipollente), che deve attestare almeno una delle seguenti situazioni:

  • il completamento del ciclo vaccinale anti-Sars-CoV-2 da almeno 14 giorni;
  • Test PCR negativo effettuato nelle 72 ore prima dell’ingresso in Grecia o test rapido antigenico effettuato nelle 48 ore prima dell’ingresso in Grecia;
  • L'avvenuta guarigione dal virus negli ultimi sei mesi.

Consigliamo sempre di verificare le restrizioni imposte dalle Autorità del Paese e la normativa prevista per ogni singolo caso sul sito http://www.viaggiaresicuri.it/.

Ti ricordiamo inoltre che, in seguito al terremoto avvenuto in data 27 settembre 2021 che ha colpito l’isola di Creta, alcune strutture del posto possono esserne state compromesse. A tale proposito si consiglia ai viaggiatori di assicurarsi preventivamente sullo stato della struttura ospitante.

Se sei un amante della vacanza in crociera, non dimenticare che con la riapertura della Grecia puoi tornare a vivere questa fantastica esperienza in tutta sicurezza, ma con un fittissimo e interessante programma per l’estate! Cosa aspetti?

Ti piacerebbe conoscere l’Islanda? Questa nazione, che ha saputo gestire l’emergenza Covid in maniera esemplare, è una meta affascinante e poco gettonata dai vacanzieri . Perché non provare questa originale alternativa? L'ingresso in Islanda ai cittadini residenti nei paesi UE/SEE, Andorra, Monaco, San Marino, Stato del Vaticano (ti ricordiamo che il Regno Unito è sottoposto a delle misure particolari) è consentito previa registrazione, 72 ore prima della partenza, al link Visit.covid.is. Oltre alla e presentazione di una certificazione, che attesti il completamento del ciclo di vaccinazione da almeno 14 giorni o di essere guariti dal Covid-19, è comunque necessario sottoporsi, nelle 72 ore antecedenti all’ingresso, ad un tampone molecolare PCR o antigenico con risultato negativo. Ulteriori restrizioni sono previste per viaggiatori vaccinati residenti in Islanda o per motivi lavorativi.

Consigliamo inoltre di monitorare la situazione di alcune zone vulcaniche nelle quali, attualmente, è sconsigliato recarsi.

Anche molti Paesi UE hanno tolto l’obbligo di quarantena per chi proviene dall’Italia (salvo alcune eccezioni) su presentazione di alcune certificazioni concernenti lo stato della vaccinazione dei viaggiatori o relative al risultato negativo dei tamponi, molecolari o antigenici. In alcune Nazioni le Autorità hanno stilato delle liste dei Paesi a seconda della categoria di rischio, che consigliamo sempre di consultare prima della partenza!

Per l’ingresso in Spagna, ad esempio, si raccomanda di monitorare la lista dei Paesi a rischio (Listado de Países/zonas de riesgo) e di seguire le indicazioni previste da ogni singolo Stato, nonché i relativi documenti da presentare in aggiunta al Formulario di Salute Pubblica, necessario per chiunque entri in territorio spagnolo.

Per i viaggi con destinazione Regno Unito le Autorità locali prevedono, per coloro che non hanno completato l’intero ciclo di vaccinazione, di attestare, tramite certificato approvato dal governo inglese, la negatività ad un tampone effettuato nei tre giorni precedenti alla partenza (da ripetere nuovamente entro il 2° e l’8° giorno dall’ingresso nel Regno Unito), l’adempimento di una quarantena di 10 giorni (variabili a seconda del paese di provenienza) ed infine l’avvenuta compilazione del PLF, da realizzarsi nei due giorni precedenti la partenza. Per coloro che, provenienti da territori a medio rischio (come nel caso dell’Italia) si siano invece sottoposti ad una vaccinazione completa, oltre al possesso del Green Pass Europeo e alla compilazione del PLF (due giorni prima della partenza) è richiesto di sottoporsi a un tampone il 2° giorno dall’arrivo nel Paese. Per le tempistiche di prenotazione dei test si raccomanda di verificare sul sito Viaggiare Sicuri. Si ricorda inoltre che dal 1° ottobre 2021 l’unico documento d’identità valido per l’accesso al Regno Unito sarà il passaporto.

La negatività ad un test molecolare Covid-19 (effettuato entro le 72 ore dalla partenza) è ugualmente richiesta per l’ingresso a Dubai. Informazioni più dettagliate, quali anche quelle relative alle particolari procedure specifiche riservate a coloro che hanno intenzione di partecipare all’Expo Dubai 2020 vanno consultate sul sito del Consolato Generale d’Italia a Dubai e su quello espressamente dedicato all’evento.

Consigliamo inoltre di dotarsi di un’assicurazione sanitaria in grado di coprire eventuali spese sanitarie legate al virus, nel caso di viaggi nei Paesi degli Emirati Arabi.

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Sei ancora confuso e non sai come organizzarti per la partenza? Ecco il vademecum essenziale per rimettersi in viaggio!

  • Ricordati di avere sempre come punto di riferimento il sito Viaggiare Sicuri, all’interno del quale potrai trovare e riempire un questionario che ti permetterà di sapere se il tuo viaggio è autorizzato e quali sono i tuoi obblighi al rientro in Italia. Se vuoi avere notizie aggiornate in tempo reale, puoi consultare anche il sito della IATA (Organizzazione internazionale di compagnie aeree) che ha creato una mappa interattiva per sapere in quali Paesi si può volare.
  • Tieni conto che anche a livello nazionale potresti trovare limitazioni ai tuoi spostamenti.
  • Stato che vai, regole che trovi! Ricordati che, in seguito alla pandemia, ciascun Paese ha ritenuto opportuno organizzarsi in maniera differente in relazione all’arrivo dei turisti stranieri.


Le Seychelles, ad esempio, accettano i turisti che abbiano compilato la “Health Travel Authorisation” (reperibile sul sito https://seychelles.govtas.com/) muniti di assicurazione e test PCR negativo (effettuato nelle 72 ore precedenti alla partenza),. Tuttavia fanno parte dei Paesi del gruppo E per il quale l’Italia consente viaggi solo per motivi di lavoro o di salute, fatta eccezione per gli spostamenti che avvengono all’interno del progetto “Corridoi turistici Covid-free(http://www.viaggiaresicuri.it/approfondimenti-insights/saluteinviaggio).

La Thailandia, ha prorogato fino a nuovo ordine lo stato di emergenza nazionale e, per quanto riguarda i cittadini italiani, a partire dal 1o aprile 2021, ciascun passeggero deve avere tampone negativo, effettuato con metodo RT/PCR, non oltre 72 ore prima della partenza, un’assicurazione sanitaria che copra tutte le spese collegate al trattamento del Covid-19, il Certificate of Entry, rilasciato dal'Ambasciata di Thailandia previa richiesta (si veda il sito https://coethailand.mfa.go.th), nonché un visto nei casi necessari. Dal 1° ottobre è previsto che i viaggiatori recantesi in Thailandia che abbiano realizzato il ciclo di vaccinazione completo si sottopongano ad una quarantena di soli 7 giorni, che passano a 10 per i non vaccinati. Per coloro che raggiungono il Paese via terra la ed effettuare una quarantena rimane l’obbligo dei 14 giorni. Per i dettagli sui transiti aeroportuali si consultino i siti ad essi relativi. Lo stesso vale per altri Paesi del gruppo D:

L’Australia conferma la chiusura delle sue frontiere (tranne che per rarissime eccezioni), mentre a chi ha transitato, nelle due settimane precedenti l’eventuale spostamento, in alcuni Paesi (tra cui il nostro) è negato l’ingresso negli Stati Uniti, salvo particolarissime eccezioni. In quest’ultimo caso, laddove l’accesso dall’Italia venga consentito, ai cittadini vaccinati è richiesto dal Center for Disease Control and Prevention un test PCR o antigenico entro i 3 giorni prima della partenza, da effettuare nuovamente tra i 3 e i 5 giorni dall’arrivo sul territorio. Per i non vaccinati, oltre alle disposizioni di cui sopra, è previsto un isolamento di durata variabile. Consigliamo sempre di monitorare attentamente i nuovi provvedimenti emanati dagli organi competenti, alcuni dei quali entreranno in vigore da novembre.

Anche il Giappone ha sospeso l’ingresso nel Paese fatto salvo per casi eccezionali. Per chi viaggia dall’Italia è obbligatorio aver effettuato un test PCR o antigenico entro i 72 ore prima della partenza, da ripetersi in aeroporto, a cui deve seguire un periodo di autoisolamento di durata variabile (a seconda che si sia o meno completato il ciclo vaccinale), costantemente monitorato dalle autorità giapponesi. Per i dettagli sui transiti aeroportuali si consultino i siti ad essi relativi.

In Brasile vigono misure altrettanto restrittive ma variabili a seconda delle situazioni di viaggio, con le solite eccezioni che prevedono la presentazione dei documenti sanitari più volte menzionati, ai quali si aggiungono ulteriori certificazioni a seconda dei casi.

Il Marocco ha prorogato lo stato di emergenza nazionale con misure di chiusura dei confini e provvedimenti restrittivi concernenti anche alcune zone del Paese. Dall’Italia sono consentiti spostamenti verso il Marocco solo per ragioni specifiche e urgenti (studio, lavoro, rimpatrio, motivi di salute). È sempre opportuno consultare le disposizioni delle Autorità ministeriali marocchine al fine di monitorare i regolamenti da queste varati. Come per altri casi eccezionali, i passeggeri provenienti dall’Italia a cui è concesso l’accesso devono presentare le certificazioni necessarie (vaccinazione completata da 14 giorni e/o test PCR o antigenico entro i 72 ore prima della partenza, a discrezione delle compagnie aeree). Se vuoi saperne di più su come preparare il tuo viaggio in Marocco clicca qui https://www.assicurazione-viaggio.axa-assistance.it/viaggio-marocco .

  • Se hai finalmente trovato la destinazione dei tuoi sogni, abbi cura di informarti sulle regole che disciplinano entrata e uscita dal Paese in cui vuoi andare (a quali test sottoporti, su quale sito registrarti) e, soprattutto, se è obbligatorio stipulare un’assicurazione sanitaria per ottenere il visto! Informati sulle modalità con cui il Paese in cui scegli di andare sta gestendo l’emergenza (mascherine, orari di circolazione, eventuale quarantena al tuo arrivo o al rientro in Italia).
     

Quale tipo di Test Covid scegliere per viaggiare all’estero?


Le tipologie di test covid si sono moltiplicate e affinate per offrire tecniche sempre più rapide e affidabili di tracciamento dei contagi. Ma quale tipo di test è meglio scegliere al momento di organizzare un viaggio? 

  • La maggior parte dei Paesi richiede un test molecolare (RT-PCR) negativo per autorizzare il passaggio alla frontiera. Il tampone rino-faringeo è sicuramente il modo più affidabile per rilevare l’avvenuto contagio, ma per ottenere l’esito di questo tipo di test sono necessari anche 1-2 giorni. Esiste anche la versione rapida di questo tipo di test molecolare (test LAMP), ma essa non è sempre accettata alla frontiera.
  • I test antigenici, notevolmente più rapidi ma meno affidabili, cercano invece nel prelievo rino-faringeo le proteine del virus. Si utilizzano spesso negli aeroporti (ad esempio in Giappone) ma solo come misura di ulteriore sicurezza e non sempre sono sufficienti da soli per viaggiare.
  • I test sierologi, per la ricerca degli anticorpi contro il coronavirus nel sangue, purtroppo non sono validi per viaggiare.

Arriviamo presto con nuovi aggiornamenti. Stay tuned!

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